Primo plenum del Cnf sulla riforma

10 11 2008

Sole 24 Ore – Specializzazioni (con 250 ore di formazione, un esame finale e nessuna riserva), società non di capitali e solo con altre categorie ordinistiche definite con regolamento. Sono le prime scelte compiute dal plenum del Consiglio nazionale forense che si è tenuto ieri a Roma e che sta esaminando l’articolato di argomenti e istanze proposte da avvocatura e associazioni, ai primi di settembre, in vista di un elaborato condiviso di riforma dell’ordinamento che possa trovare posto nel pacchetto di riordino della giustizia, firmato dal Guardasigilli Angelino Alfano. La discussione è partita da due temi delicati per il mondo associativo. Le specializzazioni saranno disciplinate con il riordino dell’ordinamento e conseguite con modalità da concordare tra gli Ordini e le associazioni più rappresentative. Un regolamento prevederà l’elenco delle specializzazioni riconosciute, i percorsi formativi e professionali di durata almeno biennale, le prescrizioni per gli Ordini territoriali, le associazioni forensi e le scuole per il conseguimento del titolo. Le ore di formazione minime sono state fissate in 250 e sarà designata una commissione d’esame dal Cnf, composta da consiglieri nazionali, accademici e componenti delle associazioni. Il titolo di specialista, in penale o civile, non comporterà, comunque, una riserva all’esercizio dell’attività in questi comparti. In secondo luogo, il Cnf lascia spazio alla costituzione di società tra avvocati, non di capitali, aperte anche ad altri professionisti iscritti ad Albi che appartengono a categorie che saranno individuate successivamente con regolamento. E ancora, non verranno introdotte barriere anagrafiche per l’elezione ai Consigli degli Ordini locali. La bozza di articolato prevedeva – su istanza di alcuni presidenti di Ordini — che l’elettorato passivo maturasse dopo cinque annidi iscrizione all’Albo. Ma la previsione è stata espunta. Il nuovo assetto organizzativo dell’avvocatura riconoscerà, infine, ai consigli locali la facoltà di costituire Unioni regionali o interregionali che potranno, se delegate dagli Ordini stessi, interloquire con regioni, enti locali e università. Negativo il commento di Gaetano Romano, presidente dell’Unione giovani avvocati italiani, contro «la medievale resistenza all’ampliamento degli studi attraverso le società di capitali e all’assetto autoreferenziale del Cnf sotto il profilo generazionale (per legge composto solo da avvocati cassazionisti, quindi con almeno n anni di anzianità professionale) e di genere». Un organismo, prosegue Romano, «unico caso tra gli omologhi organismi forensi in Europa, che non ha neppure una donna avvocato tra i suoi 26 componenti».

Laura Cavestri per il Sole 24 Ore


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Una risposta a “Primo plenum del Cnf sulla riforma”

11 06 2010
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