Esame di Avvocato: riforma Alfano e numero chiuso
10 11 2008 E’ allarme per quanto riguarda l’accesso alla professione forense: entro il mese di dicembre la nuova “riforma Alfano” potrebbe essere approvata con conseguente nocumento alle aspettative di migliaia di colleghi.
Tra le novita’ piu’ inquietanti troviamo
- l’obbligo di iscrizione e frequenza – previo esame di ammissione – a scuole professionali post laurea a pagamento con esame finale obbligatorio,
- il limite dei 40 anni per l’iscrizione nel registro dei praticanti,
- il limite dei 3 tentativi o dei 50 anni per sostenere l’esame e infine..
- l’abolizione dell’uso di codici commentati con giurisprudenza in sede d’esame.






Vergona!!!
Ho sempre votato a destra, ma stavolta il mio voto se lo scordano…stramaledetto Alfano…a lui tutto il male del mondo!!!!
Cerchiamo di proporre S U B I T O degli emendamenti al Ministro Alfano in tempi ragionevoli.
E’ persona intelligente ponderata e ci capirà . Ricordate? Questa riforma fu voluta da Clemene Mastella.
Scusami tanto Marco, hai tutto il mio rispetto, ma ti devo dire che se la nostra protesta dovesse articolarsi sulle line guida blande e servilistiche che tu proponi, non solo non avrebbe alcuna speranza di essere ascoltata ma nemmeno riuscirà a partire.
Dobbiamo uscire da questa logica perdente e porre le basi per una protesta forte che possa essere percepita dall’opinione pubblica non già come una reazione di nicchia, ma come il segno di un mondo, quello dei giovani laureati, che non intende più subire passivamente la rapina del proprio futuro che si sta cercando di attuare in Italia ad esclusivo beneficio delle lobby di potere e dei loro privilegi.
Incateniamoci davanti a Montecitorio, andiamo a Ballarò, a Porta a Porta e ad Anno zero ad esporre con RABBIA (!!!) le nostre ragioni…asteniamoci dal lavoro negli studi legali che vi sfruttano pagandovi meno di un terzo di quel che percepisce una Colf.
Sono davvero curioso di vedere cosa riusciranno a fare quei tanti colleghi che fondano l’organizzazione del proprio studio sullo sfruttamento dei praticanti e dei giovani avvocati quale forza lavoro pressoché gratuita.
Eì già , ma per fare una cosa del genere occorrerebbero CORAGGIO, NUMERO ed UNITA’…proprio quelle condizioni che sembrano mancare del tutto ad una classe forense giovanile, quella italiana, che non ha mai dimostrato di avere fegato ed attributi per opporsi ai propri principali competitors: i colleghi più vecchi!!!
fatto bene. Così finalmente imparate a votare Berlusconi!!! rsssss
Io ho appreso della riforma tempo fà e recentemente ne ho anche parlato nel mio blog.
Io sono ancora uno studente di giurisprudenza e sono conscio del rischio che comporterebbe una simile riforma per il mio futuro professionale.
Ma la cosa che più mi sconvolge è che in facoltà non sannu nulla.
I ragazzi della associazioni studentesce non sanno o non fannu nulla contro tale riforma.
Vorrei sapere se ci sono delle novità in merito, come procedono i lavori sulla riforma?
e’ una vergogna, impedire il praticantato a chi ha superato i 40 anni, io ho 46 anni, mi mancano 3 esami alla laurea magistrale completando gli studi quasi regolarmente, penso di laurearmi a luglio o a settembre e poi………, vorrei cambiare lavoro, per Alfano chi riesce a laurearsi in 6 anni, lavorando nel contempo non ha nessun diritto di poter cambiare.
facciamo qualcosa
C’è di più: verrà praticamente abolito il patrocinio, stabilenmdo che ci sarà l’obbligo per i praticanti di trattare solo le cause di studio e non sarà possibile avere clienti propri. Sarà il dominus a firmare tutti gli atti e il praticante potrà aggiungere la sua firma solo per la fase stragiudiziale, mentre in giudizio il praticante dovrà effettivamente fare il praticante e non il patrocinatore (al massimo dovrà redigere il verbale), anche perchè i giudici (anche quelli onorari) non vogliono che i praticanti partecipino attivamente alle udienze
rEPUTO necessario agire con astuzia e ponderazione.Dobbiamo studiare attentamente piu’ controproposte , nel piu’ breve termine possibile.
Questo tentativo di riforma -in senso restrittivo- è palesemente incostituzionale e agire sul piano della costituzione, ergo delle fonti potrebbe essere interessante e portare frutti.
Certo che si trattera’ di una bella battaglia in nome del pulralismo e delle regole democratiche: non esistono bandiere quando il diritto al lavoro è cALpestato—-GIURISTI D’ITALIA UNIAMOCI E PARTIAMO !—- QUANDO E’ CALPESTATO,DA LOBBY IL MERITO E LA CAPACITA’ E VIENE PROMOSSA SOLO L’APPARTENENZA E IL NEPOTISMO.
L’azione dovra’ essere necessariamente pacifica, ma sui toni , non travalicare in alcun modo coloro che useranno quest’arma contro i nostri diritti- non di essere pelandroni ma di essere accostati ,perlomeno, alle regole a cui lor signori si sono dovuti attenere e che non ricordano al momento: sara’ parkinson o altro; ai posteri l’ardua sentenza; si si utilizzassero metodi forti si si addiverrebbe a vulnerabilita’ agl’occhi del popolo e della popolazione, ma anche agl’occhi del mondo e si perderebbe.
Dobbiamo,velocemente e concretamente come solo ”NOI” sappiamo fare, costituirci in gruppi di studio e di controriforma: es. se e’ vero che necessita’ una riforma in senso, cosi’ restrittivo, si estenda il valore sia ex-nunc sia ex-tunc nei confronti di tutti; si parla dI ”proposta di riforma” bene si ”PARLI DI PROPOSTA DI CONTRORIFORMA”.
che ”tutti”, a partire dal signor ministro alfano, si sottopongano volontariamente e di buon auspicio a regole nuove: daltronde il signor ministro e’ giurista capace, di certo non avra’ remore nel frequentare scuole di specializzazione e nel dare il buon esempio alla cittadinanza, che come ELLA insegna necessita di una saggia guida: DIA IL BUON ESEMPIO CON LOBBY A SEGUITO; GRAZIE.
Che tutto il panorama giurisprudenziale sia sottoposto a questa censura: che la censura riguardi , TUTTI , indistintamente, vecchi e nuovi operatori del diritto: sia i nOtabili che dall’qlto della loro scienza e coscienza di certo non temeranno di sottoporsi a esami: in quanto loro.. sanno piu’ di coloro che sanno, sia i baroni( idem, sic!), sia i giovani avv., sia i giovani e non piu’ giovani praticanti legali, sia i giovani e non piu’ giovani studenti: magari , cattivi cattivi e birichini, lavoratori e/o con famiglia.
L’effetto,SE DEMOCRATICO ASTRATTO E GENERALE, abbia un senso di retroattivita’ per tutti; NEMMANCO DIO ESCLUSO.
n tal caso, anche coloro che esrcitano siano risottoposti a giudizio: questa e’ la democrazia( demos- kratos).
bisogna pensare subito a tattica e strategia: e attuarla tra le masse; daltronde e sul consenso che dovremmo agire per contrastare questa proposta di riforma, che personalmente giudico scandalosa .
sono a completa disposizione.
Massimiliano Pastore
io ogni giorno divulgo questo schifo a un centinaio di persone tra amici conoscenti e deputati (sito parlamentari on.) … la casta non ha interesse a divulgare tutto questo anche perchè vorrbeero continuare a mangiare gratis sulle spalle dei praticanti. Spetta a noi fare un pò diu casino…
Divulgate anche come divemntare avvocati in spagna… lì non c’è esame di stato e nè lobbligo di fare pratica eppure non mi sembra che la Spagna sia messa peggio dell’Italia… divulgate, divulgate divulgate….
Ciao a tutti. Ritengo che una simile riforma risulterebbe assolutamente incostituzionale e non reggerebbe al vaglio della Corte. Ricordiamo che si tratta di una libera professione e non di un concorso. L’Europa ci ha collocati al penultimo posto per quanto concerne le liberalizzazioni etc. Rivolgersi a questo Governo è perfettamente inutile, a mente le recenti vicende che hanno coinvolto la “casta” dei tassisti: (vetture a noleggio con conducente). Se si vuole ottenere qualcosa credo bisognerà pensare all’UE.
NON HO PAROLE PER QUESTA RIFORMA.
NONOSTANTE ABBIAMO FATTO SACRIFICI PER MERITARCI LA LAUREA, DUE ANNI DI PRATICA SOTTOPAGATI, ESAME DI STATO CHE E’ PROPRIO UN TERNO AL LOTTO, HANNO ANCHE IL CORAGGIO DI SCRIVERE UNA RIFORMA PER RENDERE PIù DIFFICOLTOSO QUEST’ESAME CHE, TRA L’ALTRO, NON PORTA SSOLUTAMNTE ALCUN VANTAGGIO IN CONCRETO.
DOBBIAMO ATTIVARCI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI: MANIFESTAZIONI, MOVIMENTI RECLAMATORI IN PIAZZA.
FORZA, FORZA, FORZA!!!
NON VOTERò MAI PIù A DESTRA.
dio mio ma è vero che gli avvocati che nn raggiungeranno un certo reddito verranno cancellati dall’albo?? che follia!!!
sono uno studente di giurisprudenza. il futuro professionale deve essere nostro e di nessun altro! questi sono vampiri ke ci vogliono succhiare il sangue! gli architetti e gli ingegneri, una volta laureati, sostengono un esame di stato e poi sono abilitati alla professione. per gli aspiranti avvocati non basta il tirocinio di due anni, devono anke partecipare alla “roulette” dell’esame di stato. C’è bisogno di scelte coraggiose! LIBERALIZZAREEEEEEEEE!!!!!
io ho 40 anni e mi laureo il prossimo anno.non è possibile che si permettano il lusso di fare questo.secondo me uno che vive con l’ambizione di fare l’avvocato non può vedersi negare la possibilità perchè qualcuno si sveglia la mattina e decide di modificare un sistema che è andato avanti per anni in modo comunque dignitoso.questa proposta oltre a essere incostituzionale, è immorale.ci sono gli estremi per il risarcimento danni economici e morali per quelli che si vedono negare la possibilità proprio alla fine.vediamo di reagire
Perchè in questo sito si parla di un limite anagrafico di 40 anni per l’iscrizione nel registro del praticantato?Ho letto tutta la proposta della riforma e parla solo del limite dei 50 anni.mi date delucidazioni.sono contraria e la trovo ingiusta
Sono allibita.
La riforma colpisce tutti senza considerare la realtà italiana. È un dato di fatto che le percentuali di successo agli esami per l’abilitazione, così come un certo lassismo nel “concedere qualche libro in più” nello scritto, dipendono strettamente dalla sede d’esame (e basta avere la residenza anche fittizia in certi posti per potervi sostenere l’esame, salvo poi prendere l’abilitazione nell’altro foro: l’ha fatto la mia collega l’anno scorso). Quanto alla pratica, io sono a Sanremo e non solo c’è un’ effettività della pratica (mentre in altri fori ci sono persone che dall’altro capo dell’Italia riescono a segnarsi la presenza: ubiquità ?) garantita dalla certificazione del dominus (che non firma se davvero non c’eri) e dall’esibizione delle copie dei verbali, ma ogni semestre c’è un esame di controllo e abbiamo una validissima scuola forense.Perché allora ridurre “il giro di vite” impedendo i codici commentati o obbligando tutti alla scuola forense quando si sa che saranno previsioni effettivamente applicate solo in alcune zone d’Italia (complicando la pratica e l’esame)? Non solo, mettere il limite dei 3 tentativi di esame quando ci sono zone che, come la mia, non si passa se non dopo 3-4 che senso ha? Tanto più che “stranamente” qui non si è manco retribuiti con 100euro simboliche…
Perché il codice deontologico (’dopo un periodo iniziale il praticante va retribuito in proporzione…’) non è applicato e nessuno ci tutela? Qui siamo costretti a lavorare gratis almeno 8ore in cambio della possibilità di avere le 20udienze semestrali per i 2anni (che tradotto significa che poi, per mantenerti devi fare lavoretti alla meglio, visto che non puoi avere un lavoro “regolare” durante il giorno perché sei in tribunale o in studio) , giusto alcuni fortunati come me hanno la possibilità , dopo l’esame per il patrocinio e l’iscrizione all’albo di sperare di avere qualche “causetta” (sulla quale si dovrà dare una percentuale al dominus), ma perché la riforma vuole negare anche questa “elemosina”?
Non solo, io ho avuto grossi problemi di salute e ho ripreso gli studi dopo i 30 anni e laureata a 37, ho sempre fatto di tutto ma vorrei fare l’avvocato, è peccato? Già lo è voler fare i concorsi pubblici dove il limite è di solito di 32 al massimo 35 anni, già lo è per il sistema lavorativo attuale dove oltre i 30 sei “vecchio”, insomma, tralasciando le mie capacità , per il ministro Alfano che dovrei fare? Ora ho 39 anni e sosterrò l’esame a dicembre (sempre che raccimuli i soldi per comprare i codici e soggiornare 4 giorni a genova), se non passo al primo colpo, i 2 anni di sacrifici (10 ore fra studio e tribunale per poi andare a fare le pulizie e per mantenermi) che senso avranno se non potrò essere iscritta all’albo in quanto 40enne? Vorrei sposarmi, avere figli, crearmi un lavoro basato sulle mie capacità , perché no? Non solo: ammesso che passo rischio di essere cancellata perché ho pochi clienti; glielo dite voi che si fanno col tempo?
Scusate lo sfogo (fra l’altro scritto di getto tramite cell; perdonate gli eventuali errori) ma sono davvero arrabbiata.
Paola
http://www.youtube.com/watch?v=uF6cTss_utk
GUARDATE E DIFFONDETE é IMPORTANTE!
Grazie
non posso credere che dopo la laurea, dopo il praticantato, dopo l’esame e la tanto sospirata iscrizione all’albo mi tagliano le gambe se non riesco a raggiungere la soglia di reddito minima!!! a questo punto mi chiedo QUANDO CI “CONSENTIRETE” DI INIZIARE A LAVORARE E GUADAGNARE? sono infuriata a morte!!!!!
Ecco la mia idea: 1) numero chiuso alla facoltà di giurisprudenza, così si fà già una prima selezione 2) obbligo di frequenza e corsi pratici durante gli studi 3) semplice esame di abilitazione all’albo dopo 1 solo anno di praticantato 4) stabilire le competenze per valore e materia ove si può patrocinare con cadenza biennale (per es. : per il primo anno e secondo solo opposizioni a verbale, per il terzo e quarto anno cause del lavoro…e così via). Con tale sistema, il neolaureato inizia a lavorare e anche a guadagnare (poco, ma cmq onorevole e soddisfacente) e inoltre ad approfondire tutti i campi. Per esercitare liberamente la professione senza vincoli, passano più di due anni, forse anche cinque o sei, ma è certo che solo così ogni avvocato risulta essere preparato e competitivo in ogni settore.
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